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Pilastro in legno fradicio: sgomberato edificio progetto C.A.S.E. a L'Aquila
del 05/06/2017

Sono ventiquattro i nuclei familiari per un totale di 67 persone che sono state fatte evacuare dagli alloggi antisismici del progetto C.a.s.e. di Coppito 2 per infiltrazioni d’acqua che hanno reso le strutture in legno a rischio di stabilità.

A disporre l’immediato allontanamento dagli alloggi antisismici provvisori – realizzati dopo il terremoto che a L’Aquila provocò 309 vittime e migliaia di feriti – è stata la dirigente comunale, Enrica De Paulis, dopo un controllo di ordinaria manutenzione nel corso del quale è stato trovato il piede delle travi portanti di legno marcio per un’infiltrazione di acqua piovana. Secondo la dirigente tale danno risalirebbe al momento della realizzazione del manufatto in quanto non sarebbe stata messa la guaina a protezione dei primi 20 centimetri dell’intonaco esterno. A scoprire la gravità della situazione un ingegnere che durante la manutenzione ha notato una spaccatura orizzontale. Si è insospettito, ha fatto aprire la parete e ha trovato i pilastri nell’acqua stagnante.

Si tratta di una piastra di 24 alloggi che attualmente era occupata da 23 famiglie per complessive 67 persone. Al momento i cittadini sono stati ospitati in via temporanea all'hotel Amiternum. Si stanno reperendo ulteriori alloggi C.a.s.e. sicuri, poi verranno effettuati gli allacci e tra lunedì e martedì ci saranno i trasferimenti. Al momento le fonti locali riferiscono che non si è ancora proceduto a controllare edifici simili realizzati dalle stesse ditte.

Per i cittadini sistemazioni provvisorie
Alcuni cittadini sono stati ospitati in via temporanea all’hotel Amiternum, altri hanno scelto di alloggiare da parenti ed amici. Secondo la dirigente comunale, entro lunedì gli sfollati troveranno adeguata sistemazione in altre strutture temporanee sicure.


Esiste un precedente
Non è il primo episodio che riguarda i difetti di costruzione negli alloggi realizzati dopo il terremoto del 2009, 4.450 appartamenti in 19 new town costati 1 miliardo di euro, di cui 350 milioni del Fondo di solidarietà dell'Ue. Costruite con tempi record dopo appalti ad affidamento diretto, hanno ospitato, nei periodi di massima emergenza, fino a 15 mila persone. Negli anni scorsi, sempre per cattiva realizzazione, sono crollati dei balconi nelle C.a.s.e. di Cese di Preturo, portando a un'inchiesta giudiziaria con 37 indagati, attualmente trasferita al tribunale di Piacenza, sede di una delle aziende realizzatrici. Inchiesta chee ha portato al sequestro di altri 800 balconi con le stesse caratteristiche, secondo l’accusa realizzati con materiale scadente e difetti di costruzione. A chiedere il trasferimento del processo, per incompetenza territoriale, sono stati gli avvocati difensori di uno degli imputati, Giampaolo Paraboschi, direttore generale dell’azienda piacentina Safwood, ditta fornitrice del legno per la costruzione del balcone crollato. Considerando dunque che i maggiori reati del complesso procedimento, truffa aggravata e frode nelle pubbliche forniture, secondo gli inquirenti sarebbero stati commessi a Piacenza, il Gup ha adottato questa decisione. A Cese di Preturo c’è uno dei 19 quartieri del progetto C.a.s.e., il mega insediamento abitativo post terremoto per dare un tetto a circa 16 mila aquilani sistemati in circa 4.500 alloggi prefabbricati antisismici.

Fonti:

  • http://www.primadanoi.it
  • Edilizia e Territorio, Sole 24 Ore
  • http://www.interris.it


di redazione INGENIO
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