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Consiglio LLPP approva Linee Guida Classificazione Sismica Edifici: 2 commenti sul testo
del 20/02/2017

Oggi 20 febbraio 2017, l’Assemblea del Consiglio Superiore dei LLPP presieduta da Massimo Sessa ha approvato le “Linee Guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni”.
Il documento è stato approvato, con voto unanime, nella versione proposta dalla commissione relatrice coadiuvata dal gruppo di lavoro, senza nessuna modifica o variazione.
 
La redazione di INGENIO approfondirà il documento attraverso la pubblicazione di alcune interviste o commenti.
 
Franco Braga, Presidente ANIDIS
Il documento approvato è un documento snello (12 pagine) che da un punto di vista tecnico non presenta sostanziali novità rispetto a quello che già i tecnici fanno nelle attività di valutazione e di progetto di interventi di miglioramento sismico. Sostanzialmente l’ingegnere incaricato dell’attività deve effettuare una valutazione di sicurezza per lo stato limite di danno (SLD) e per lo stato limite di salvaguardia della vita (SLV), sia nello stato di fatto sia nello stato di progetto, nel rispetto di quanto previsto dalle norme tecniche delle costruzioni.
Avremo quindi un documento sostanzialmente operativo, che richiede ai professionisti di determinare una classe di rischio in forza del costo dei danni che si accompagnano al superamento di ciascuno stato limite (è questa la vera novità) e dell’Indice di sicurezza ottenuto come rapporto tra la PGA di capacità allo SLV e la PGA di domanda prevista dalla norma sempre allo SLV. In funzione di  questi 2 parametri si attribuirà la classe di rischio: sia nello stato di fatto sia nello stato di progetto.
Occorre sottolineare che le linee guida sono riservate agli edifici di civile abitazione “non tutelati”. Non si applicano quindi ad edifici storici per i quali sarà necessario che il MIBACT si attivi per definire, di concerto con il Consiglio Superiore dei LL. PP., apposite Linee Guida.
Per gli edifici “normali” il documento approvato oggi, che dovrà essere ora approvato dal Ministro, è molto utile. Consentirà di comprendere quali sono gli interventi e i costi per portare la struttura ad avere coefficienti di sicurezza più vicini a quelli previsti dalle norme e rischio sismico minore dell’attuale e in che misura tali interventi possano essere finanziati. Il proprietario avrà quindi gli strumenti per comprendere se e come intervenire, oppure abbattere e ricostruire.
Nella predisposizione di questo documento non siamo partiti dal nulla; a livello internazionale esiste la ATC 71 che contiene alcuni concetti similari, ma lo sviluppo che ne ha dato il Consiglio Superiore è assolutamente innovativo.
Va evidenziato che il documento non si lega a specifiche tecniche di rinforzo, ma alle prestazioni. Il professionista valuta lo stato di fatto, valuta quali interventi fare, assevera le sue decisioni. Non c’è nulla di prefigurato, il tecnico ha mano libera (nel rispetto ovvio delle norme tecniche) ed è lui che dovrà definire quale soluzione adottare per avere il migliore rapporto  benefici/costo nel raggiungere il miglioramento sismico desiderato, mantenendo la sicurezza sopra i livelli minimi definiti.
Al fine di conseguire la massima efficacia l’uscita di questo documento sarà accompagnata, su espressa volontà del presidente Sessa, da una campagna di formazione da  svolgere sotto l’egida del Consiglio Superiore dei LL.PP. che riguarderà professionisti e tecnici delle istituzioni; vi sarà inoltre una commissione di monitoraggio, sempre costituita presso il Cons. Sup. dei LL.PP. al fine di valutare in modo permanente l’efficacia del documento.
Infine vorrei evidenziare perchè si è intervenuti su un documento che, nel dibattito tecnico che c’è stato, molti ritenevano già concluso.  Si è intervenuti perché il Consiglio Superiore ha sentito il bisogno di inserire all’interno delle Linee Guida,  che erano interamente focalizzate sul rischio, anche il tema della sicurezza. Questa integrazione ha comportato la necessità di riscrivere alcune parti, e quindi di rendere la valutazione del rischio compatibile con la valutazione della sicurezza, il tutto tenendo conto dei limiti previsti dalle norme per il miglioramento. Infine, si è deciso di semplificare il testo per renderlo immediatamente applicabile da parte del professionista. Per la campagna di formazione e informazione si renderà disponibile, sempre a cura del Consiglio Superiore dei LL. PP., un documento che illustri estesamente le basi scientifiche del documento tecnico.
La prima occasione vera per discutere i risultati di questa importante iniziativa e approfondire le sue basi scientifiche sarà il Congresso ANIDIS di settembre a Pistoia. Ci sarà infatti una sessione dedicata alla valutazione dei primi risultati e alle conseguenze valutabili di questa iniziativa.

 
Giovanni Cardinale, Vice Presidente CNI
Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri è soddisfatto in quanto le Linee di Classificazione Sismica degli Edifici approvate oggi introducono elementi che fanno parte della cultura dei professionisti italiani e si inquadrano nel contesto normativo esistente (le NTC 2008) e di quello in fase di uscita (NTC 2017). Questo ne semplificherà l’applicazione. Gli Ordini faranno comunque il loro ruolo organizzando della formazione specifica.
Queste Linee Guida sono quindi fin da subito “spendibili”, ma ovviamente la loro efficacia dovrà essere monitorata: in questo il CNI è pronto a fare la sua parte. Questo documento è importantissimo non solo perchè consentirà di gestire i finanziamenti per gli interventi di miglioramento sismico, ma avrà anche conseguenze culturali sulla professione, aprirà alla diagnostica specialistica, alla cultura della conoscenza, e sarà un volano anche per l’edilizia.
 
Il CNI ha collaborato attivamente sia alla predisposizione delle Linee Guida, che del documento tecnico del decreto., in cui si stabiliscono le modalità di attuazione delle Linee Guida. Anche questo documento è pronto per essere inviato al Ministro.
Voglio sottolineare che non si creerà un albo specifico dei valutatori, perchè è un’attività che si rivolge ad attori già presenti nel processo edile: il progettista, i DL, il collaudatore. Questo soddisfa la nostra categoria, abbiamo purtroppo già avuto modo di vedere che gli albi speciali non solo non funzionano, ma spesso generano delle sacche di non competenza. Le responsabilità le portiamo all’interno delle competenze e dei controlli dei nostri professionisti, iscritti a Ordini e quindi “sotto controllo” per legge. In tal senso vorrei evidenziare con una metafora cosa penso di questa decisione, di non generare un albo chiuso di professionisti abilitati, e al tempo stesso di come si sia arrivati a questo risultato finale, cioè di avere condiviso le predisposizione in modo ampio: io non sono innamorato della figura geometrica del cerchio perchè una figura chiusa, che delimita chi sta dentro e chi sta fuori. Ma ricordiamoci che la parte che sta fuori è sempre più grande, e per questo prima o poi prevarrà, sempre.


di Redazione INGENIO
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