PRECAST Design » Elenco News » A MADRID un ponte pedonale stampato in 3D in cemento armato da Enrico Dini
A MADRID un ponte pedonale stampato in 3D in cemento armato da Enrico Dini
del 02/01/2017

L'opera realizzata con la strumentazione inventata dall'ing. Enrico Dini, ed inaugurata nei giorni scorsi, è composta da otto pezzi separati che si incastrano e misura 12 metri di lunghezza e 1,75 metri di larghezza. Si trova nel parco Castilla-La Mancha ad Alcobendas.

Ecco il LINK al video del modello del ponte

Questa costruzione interamente stampata in 3D in calcestruzzo fibrorinforzato (fibre in polipropilene) è il risultato di una collaborazione tra l’Institut d’Architecture Avancée de Catalogne (IAAC), Acciona, gruppo spagnolo specializzato nelle costruzioni ed Enrico Dini.

La struttura rappresenta una pietra miliare nella ingegneria civile. “Il risultato estetico finale stabilisce un’evidente connessione con la storia spagnola ricordando l’organicità di Gaudí - dice Enrico Dini - tale legame arricchisce il progetto. Oltre ovviamente le importanti caratteristiche tecniche: minimo peso e massima resistenza”. Il sistema utilizzato ha infatti consentito di evitare degli “sprechi di materiale” non solo per il riutilizzo degli scarti generati durante la stampa, ma perchè la stampa 3D consente di “mettere del materiale” dove serve, ovvero dove vi è la richiesta strutturale.


Enrico Dini è considerato a livello mondiale uno dei pionieri della stampa 3D per le costruzioni. Negli Stati Uniti lo chiamano "l’uomo che stampa le case" e in altri luoghi del mondo è noto per essere l’uomo che stampa le barriere coralline. Le sue macchine D-shape, dalla sabbia possono creare oggetti reali. “Si può stampare qualsiasi cosa - dice Dini - Da modelli abitativi per un primo villaggio lunare, a nuovi habitat per i pesci: la fauna ittica ha un grande senso estetico e la stampa 3d permette ai pesci di incrementare la loro popolazione, perché dà alloggio in tane e caverne impossibili da trovare nei fondali, proteggendoli dai predatori”. Dopo aver ripopolato di pesci le acque del Bahrein, grazie ai suoi scogli corallini stampati in 3D, Enrico Dini è stato incaricato dalla fondazione Prince Albert II di Monaco di stampare una barriera di sabbia e manganese destinata alla riserva del Larvotto e realizzata per conto del colosso olandese Boskalis.

Il futuro? Non ha limiti per l’ingegnere di Potedera che proprio in queste settimane sta lavorando ad un progetto ancora più ambizioso che si snoda tra tra Kuwait all’emiro Abu Dhabi: il progetto si chiama «The Leaf« e consiste nella realizzazione di un impianto pilota che permetta la bonifica permanente dei suoli aridi. Ma come? «Stampando in 3d una colonia di pini marittimi, il tronco dell’albero sarà fatto di calcestruzzo misto a sabbie locali, mentre le foglie saranno dei pannelli fotovoltaici flessibili che si aprono e chiudono come un fiore di Avatar. Un sistema d’irrigazione dal basso farà il resto». Lo scopo? «Non una bonifica a scopo agricolo, ma la creazione di un ambiente utilie alla vita delle persone». All’opera, ancora una volta, ci sarà la sua stampante D-Shape, declinata in varie dimensioni e tipologie.

Il sogno che ha animato in questi anni Enrico Dini è stato quello di arrivare a utilizzare la stampa 3D per edificare abitazioni ecosostenibili di grandi dimensioni.


Tra tutti i progetti in cui la stampa 3D è chiamata a giocare un ruolo chiave, ce n’è uno che non può non riempire di gioia chi ha a cuore il patrimonio artistico e culturale del nostro pianeta. Come esperto di stampa 3D Dini è stato chiamato a partecipare all’ambizioso progetto voluto dall’Institute for Digital Archaeology in collaborazione con l’UNESCO, l’Università di Oxford, il Museo del Futuro di Dubai e il governo degli Emirati Arabi Uniti che si propone di ricostruire i monumenti del sito archeologico di Palmira, distrutti dalla furia devastatrice dell’Isis. A Londra, in Trafalgar Square, il 19 aprile verrà esposta una riproduzione dell’arco trionfale di Palmira alla cui costruzione hanno contribuito le stampanti D-Shape. Un motivo in più per essere orgogliosi della creatività italiana.

Client: Alcobenda City Council

Design Team:
IAAC Institute for Advanced Architecture of Catalonia
Areti Markopoulou
Rodrigo Aguirre
Alexander Dubor
Jayant Khanuja

Construction Company:
ACCIONA

In collaboration with D-Shape – Enrico Dini

 

di Redazione inCONCRETO
Notizia letta: 11402 volte
Torna alla Lista News »