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Impermeabilizzazione di strutture idrauliche e/o interrate in c.a.
del 14/09/2016
Tradizionalmente le bonifiche strutturali e le impermeabilizzazioni dei manufatti in c.a. di opere idrauliche e infrastrutturali anche interrate e caratterizzate da condizioni di esercizio e climatiche aggressive e severe rappresentano una sfida caratterizzata da interventi superficiali con risultati parziali e mirati esclusivamente a proteggere e impermeabilizzare solo la superficie a vista dei manufatti e resistere quindi in spinta positiva.
L’effetto impermeabilizzante di questi strati superficiali, rivestimenti polimero-cementizi e resinosi indifferentemente, oltre a non interessare la matrice cementizia per l’intero spessore del getto creano una pericolosa barriera al naturale passaggio di vapore acqueo verso l’esterno (situazione tipica in condizione di controspinta di acqua e vapore acqueo) manifestando nel tempo i tipici sintomi di degrado quali fessure, rigonfiamenti e conseguenti distacchi.
 
Depuratore Sud di Milano, Rozzano 
 
In alternativa alle tradizionali malte cementizie osmotiche o bicomponenti flessibilizzate o ai più pregiati formulati a tre componenti epossicementizi presenti oggi sul mercato e usati per impermeabilizzare superfici in calcestruzzo di opere idrauliche e/o strutture interrate, dagli anni 70 nel mondo e dal 2000 in Italia si può contare sul sistema Penetron per il ripristino, la protezione e l’impermeabilizzazione che sfrutta la cristallizzazione della matrice cementizia.
 
L’effetto impermeabilizzante di questa tecnologia si consegue nel settore della manutenzione mediante utilizzo di una speciale in polvere di composti inorganici reattivi e particolari cementi che miscelata con acqua forma una boiacca di semplice e rapida applicazione.
 
Tale effetto si concretizza in una protezione superficiale rispetto a qualunque liquido o sostanza mediamente aggressiva (ph3-11 in immersione continua) senza però essere un tappo nei confronti del vapore interno (libero di traspirare) e grazie alla natura idrofila dei composti reattivi utilizza umidità e acqua contenuti nel conglomerato asciugando la matrice e densificando i micro vuoti.
Questa reazione aiuta di fatto a bonificare la struttura nella sua massa e per l’intero spessore conferendo maggior durabilità. 
 
Gli additivi cristallini utilizzano l’acqua residua o in controspinta per reagire con i sottoprodotti dell’idratazione, idrossido di calcio, formando cristalli di idrosilicati di calcio che densificano nelle porosità e i nei capillari occludendoli e aumentando la resistenza del conglomerato alla permeazione dell’acqua anche sotto spinte significative.
 
Canale Barbizza, ENEL GREEN POWER, Bassano Del Grappa
 
A differenza delle malte cementizie e/o polimeriche che formano strati superficiali la cui efficacia è assicurata dall’adesione e dalla continuità che dovranno risultare perfette nel tempo, i materiali cristallizzanti sfruttano la reazione propria della tecnologia per fondersi strutturalmente al substrato cementizio esistente senza manifestare i tipici fenomeni di degrado e dalla limitata resistenza nel tempo alla controspinta di umidità e acqua, quali fessurazione,rigonfiamenti e conseguenti distacchi. 
 
L’adesione strutturale della boiacca al sottofondo, che aumenta nel tempo fornendo valori crescenti fino a prestazioni finali superiori a quelle delle malte tradizionali, è favorita dalla reazione cristallina nell’interfaccia, dalla elevata resistenza alla controspinta di un getto reso impermeabile nella sua massa e dalla naturale traspirabilità del calcestruzzo che rimane invariata nei suoi valori.
 
La boiacca cementizia ad effetto cristallizzante applicata su supporti cementizi di strutture interrate o idrauliche opportunamente preparati svolge la triplice funzione di:
1) protettivo superficiale dall’immersione di liquidi o sostanze in genere anche aggressive e trattamento preventivo rispetto alla formazione di muschi e licheni grazie all’elevata alcalinità dei cristalli superficiali;
2) impermeabilizzante massivo dei getti trattati superficialmente, asciugandoli progressivamente e aumentandone la durabilità ( la progressione della densificazione delle porosità e dei capillari utilizzando come veicolo  l’acqua interna anche in controspinta col tempo arretra la presenza della stessa fino alla parte opposta rispetto alla faccia trattata);
3) ancorante nelle operazioni di ripristino dove l’applicazione della boiacca favorisce l’adesione strutturale fra nuovi riporti puntuali o generalizzati di malte cementizie monocomponenti e il sottofondo e fra i vari strati di ripristino e regolarizzazione, nonché inibisce dalla corrosione da ossidazione le armature opportunamente pulite.
 
Canale MARALDI, Consorzio CELLINA MEDUNA, Pordenone
 
Tale triplice funzione conferisce al trattamento cristallizzante un importante versatilità di utilizzi sia negli interventi di bonifica e risanamento di manufatti in c.a. degradati e in presenza di infiltrazioni localizzate o estese anche in controspinta che negli interventi di manutenzione conservativa e preventiva per aumentare e preservare la durabilità di opere la cui manutenzione risulterebbe economicamente gravosa anche per la messa fuori esercizio necessaria. L’idoneità al contatto con acque da potabili ad aggressive, dai reflui urbani ai fanghi dei biogas, dai carburanti ai sali anti gelo e all’acqua di mare consente numerosi impieghi negli interrati e su opere idrauliche nell’edilizia civile e industriale, su infrastrutture di impianti idroelettrici, acquedotti e depuratori, porti marini, gallerie e sottopassi stradali e ferroviari.
 
All’interno di strutture di contenimento e distribuzione d’acqua a cielo aperto c’è da sempre il gravoso problema della proliferazione dei muschi e licheni che notoriamente limitano velocità e portata idraulica la cui rimozione è lunga e costosa.
L’utilizzo della boiacca cristallizzante data omogeneamente su queste superfici accuratamente pulite, ne riduce drasticamente l’attecchimento aumentando altresì notevolmente l’intervallo temporale delle pulizie manutentive superficiali.
 
L’applicazione della boiacca impermeabilizzante a cristallizzazione all’interno di canali idroelettrici contribuisce a migliorare la velocità e portata dell’acqua grazie alla formazione anche in superficie dei cristalli tipicamente molto duri e lisci al tatto. Dai test di rugosità effettuati si evincono valori inferiori rispetto a quelli di un calcestruzzo gettato in opera.
Tale cristallizzazione superficiale risulta ben visibile in quanto la caratteristica colorazione bianca dei cristalli puri tende a schiarire molto il colore finale del trattamento.
 

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di PENETRON ITALIA
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