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Sicurezza, PMI: pubblicato il decreto che semplifica le procedure
del 11/03/2014
Dopo l’approvazione da parte della Commissione Consultiva permanente, è operativo il decreto ministeriale del 13 febbraio 2014 con il quale, in attuazione delle norme del Testo Unico sulla Sicurezza, le piccole aziende possono adottare indicazioni organizzative semplificate in materia di
salute e prevenzione sui luoghi di lavoro.
 
Dallo scorso 27 febbraio le piccole e medie imprese che decidono di adottare un modello organizzativo e gestionale su salute e sicurezza sul lavoro potranno usufruire di una semplificazione delle indicazioni operative così come sono descritte nel documento approvato dalla Commissione Consultiva permanente lo scorso 27 novembre.
Lo stabilisce il decreto 13 febbraio 2014, firmato dal Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 45 del 24 febbraio scorso. Obiettivo del decreto è di fare in modo che queste procedure possano risultare utili per predisporre e attuare in modo efficace un sistema aziendale in grado di prevenire i reati previsti dal decreto legislativo 8 giugno 2001 n. 231, come sostituito dall’art. 300 del Testo Unico sulla Sicurezza.

In 17 capitoli, elencate tutte le procedure. Il documento approvato dalla Commissione, che è allegato al decreto e ne costituisce parte integrante, nasce dalla previsione normativa dello stesso Testo Unico, che all’art. 30 prevede e affida alla Commissione stessa l’elaborazione di queste modalità semplificate. Suddiviso in 17 brevi capitoli, il testo indica le procedure, corredate dalle modalità attuative descritte in appositi allegati, con cui le piccole e medie imprese possono adempiere a tutti gli obblighi giuridici in materia di salute e sicurezza poste a loro carico dal decreto legislativo n. 81/2008.

Dalle peculiarità delle aziende alle attività di informazione fino alle verifiche periodiche. Dopo aver considerato e analizzato nel dettaglio le attività aziendali, il personale addetto e le risorse impegnate, il documento passa all’esame di alcuni aspetti particolari: le caratteristiche dell’impresa, la sua organizzazione e il contesto geografico e socio-economico; l’analisi dei dati di precedenti eventi negativi (incidenti, malattie professionali, emergenze); la descrizione di processi aziendali; la valutazione dei rischi aziendali; le autorizzazioni e la legislazione applicabile. Da qui parte la definizione della politica più idonea che la piccola impresa può adottare per definire il miglioramento delle condizioni di salute e di sicurezza. Sono descritti successivamente il piano di miglioramento, il rispetto degli standard tecnici relativi alle attrezzature e agli impianti e agli agenti chimici e biologici, le attività di valutazione dei rischi e le misure di prevenzione e protezione da adottare, le opere di primo soccorso, di gestione delle emergenze e di sorveglianza sanitaria. Un capitolo è dedicato alla gestione degli appalti, mentre una parte importante è dedicata alle attività di riunione periodica, di consultazione e di informazione ai lavoratori sulla prevenzione e la sicurezza. Infine viene riservato spazio all’acquisizione di documentazioni e certificazioni obbligatorie e alla verifica periodica dell’applicazione e dell’efficacia delle procedure adottate.

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di INAIL
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