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Nasce la 'Filiera Legno Edilizia Mediterranea'
del 04/03/2014
Una rete toscana per sviluppare l’edilizia sostenibile con il legno
 
È questo è il nome della 'Rete' che nasce su impulso della Regione Toscana e UNCEM, in collaborazione con il sistema Confindustria toscano, con l'obiettivo di promuovere e valorizzare l'utilizzo del legno toscano per la realizzazione di edifici ad elevata sostenibilità ambientale.
Un settore che, considerato l'enorme patrimonio boschivo toscano, ha elevate potenzialità di crescita e sviluppo.
 
L’iniziativa è stata presentata lo scorso 13 febbraio dagli assessori regionali al welfare e alle politiche per la casa, Salvatore Allocca, ed all’agricoltura Gianni Salvadori e dal presidente della Rete Francesco Campigli.
 
Allocca ha spiegato che «L’uso del legno nella struttura degli edifici è una innovazione di particolare rilievo e può consentire di avviare un processo economico virtuoso per rilanciare tutto il settore collegato con l’edilizia di qualità in Toscana. I dati a disposizione dimostrano come la Toscana sia ancora in ritardo rispetto ad altre regioni. Però, già a partire dal bando su bioarchitettura e bioedilizia, che ha permesso con 13 milioni di euro di finanziare 18 progetti (sui 51 totali presentati), ci sono volontà ed interesse ad investire risorse e sviluppare una filiera che ha enormi potenzialità».
 
Le aziende
Della Rete per ora  fanno parte 11 aziende toscane: Arredoline Costruzioni srl, Bgreen srl, BBA-Architetti & Partners srl, Campigli legnami Sas, Consorzio ARCALE, Cooperativa TERMAS, Frangerini Impresa srl, HS ingegneria srl, I+ srl, Legnopiù srl, Epsus Musa srl.
 
Gli obiettivi
Questi i principali obiettivi che si propone la 'Rete': valorizzazione delle risorse boschive toscane, rafforzamento della filiera toscana 'legno-edilizia-energia', sviluppo di attività comuni di ricerca e sviluppo, formazione degli addetti al settore, sostegno legale e normativo, realizzazione di costruzioni ecoefficienti chiavi in mano, definizione di linee comuni di marketing e accesso al mercato in forma associata, riduzione dei costi dei servizi di assistenza e servizio post-vendita alla clientela.
 
Il settore del legno in toscana

Le imprese toscane di utilizzazione boschiva sono circa 1.400 con 3.400 addetti mentre quelle di trasformazione del legno sono circa 4.200 con 19.000 addetti con una media di 4,5 addetti per impresa. Sono presenti in particolare nella provincia di Arezzo (in Casentino particolarmente attivo sia per l’utilizzazione forestale che la trasformazione del legno) e Pisa. Oltre a questa diffusa imprenditoria artigiana e industriale e ad una qualificata cooperazione forestale, è importante la presenza del mondo scientifico: l’Accademia Italiana di Scienze Forestali (Firenze), il Cnr Ivalsa (Sesto Fiorentino), il Cra Centro per la Selvicoltura (Arezzo), la Facoltà di Agraria che ha recentemente festeggiato il centenario del primo corso di laurea in Scienze forestali, rappresentano in Toscana un cluster d’eccellenza nell’ambito della ricerca e dell’innovazione per il settore forestale. Anche il nuovo Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 della Regione Toscana, nel quale saranno previste varie azioni finalizzate anche alla valorizzazione del settore forestale e della filiera del legno, da molta importanza alla ricerca ed all’innovazione. 

di Stefania Alessandrini
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