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Infrastrutture: 10 miliardi di Gap all'anno per l'Italia
del 20/08/2017

Negli USA era stato uno dei cavalli di battaglia di Donald Trump: un grande piano per le infrastrutture. Piano di cui ancora non si sa nulla, così le costruzioni crescono meno del previsto e il settore soffre, compreso le aziende italiane che basano una parte importante del loro business negli USA (p.e. SALINI IMPREGILO e BUZZI UNICEM).

Ma se gli USA soffrono di promesse ancora non mantenute, l’Italia soffre e basta: si stima come nel nostro Paese a causa di una carenza in infrastrutture e strutture logistiche si perdano circa 2 punti di PIL, quindi circa 37 miliardi di dollari.

Qual’è dunque la situazione a livello internazionale dello stato delle infrastrutture, in quali Paesi si investe di più e quali sono quelli che pagano un conto più alto? molte di queste informazioni sono contenute nel Global Infrastructure Outlook, che riguarda 50 nazioni e 7 settori industriali.

Il rapporto stima la necessità mondiale di investimenti in infrastrutture in 97mila miliardi di dollari da qui al 2040, a cui si aggiungono 3,5 miliardi per il piano ONU su acqua ed energia elettrica. Ma la tendenza attuale agli investimenti è molto più bassa. Nello stesso periodo il rapporto prevede investimenti per 79mila miliardi.

Una necessità di investimenti sostenuta dalla crescita di popolazione, che dovrebbe toccare i due miliardi per lo stesso periodo, e da un più 46% della popolazione urbana.

In Italia il report evidenzia una spesa prevista di 1.200 miliardi di dollari, contro una necessità di 1.600 miliardi, con un gap di 373 miliardi di dollari. Diviso 20 anni, si parla di 18 miliardi, la metà di quanto ci costa la carenza infrastrutturale.

Nel 2017 sono stati previsti 12 miliardi per infrastrutture sull’energia, 8,2 miliardi per Telecomunicazioni, 472 milioni per trasporto aereo, 1,3 miliardi per i porti, 9 miliardi in ferrovie, 11 miliardi in strade e 3,1 miliardi per il settore idrico. Guardando alle esigenze i gap maggiori li abbiamo su energia (meno 1 miliardo), trasporto aereo (meno 400 milioni), porti (meno 2 miliardi) e ferrovie (meno 7 miliardi).

Sul  2040 sono sempre porti e ferrovie a marcare il Gap più alto (10 miliardi solo le ferrovie). Al di là del peso delle lobby industriali e politiche appare chiaro che la carenza di infrastrutture la si abbia su porti e ferrovie, quindi su logistica e trasporto organizzato.

Se si fa un confronto con le due corazzate vicine, Germania e Francia, è possibile vedere come queste stiano investendo decisamente di più: Germania 53 miliardi di dollari nel 2017, Francia 63 miliardi e soprattutto in linea con il Gap: la Francia ha un GAP di 250 milioni, la Germania di 20 milioni (l’Italia di 10 miliardi).E anche rispetto alla Spagna (- 1,4 miliardi) il GAP è molto diverso, anche se in questo momento investiamo di più.

LINK al Rapporto

di Redazione INGENIO
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