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HPFR-SCC: primi risultati sperimentali e prime applicazioni
Giovanni Mantegazza
Alessandra Gatti

In questa memoria vengono esposti i primi risultati sperimentali ed corredati anche dalle prime applicazioni di un HPFR-SCC, cioè un cls autocompattante, con fibre polimeriche ibride.
L’impiego delle fibre ibride polimeriche nel cls, migliora le proprietà strutturali quali la duttilità, la resistenza alla fatica, l’impatto, l’abrasione oltre a ridurre il ritiro plastico. Tuttavia è noto che le fibre tendono ad aumentare la tixotropia degli impasti, riducendo conseguentemente la lavorabilità.
Questo comportamento può essere vantaggioso nel confezionamento dei cls autocompattanti, dove le fibre polimeriche ibride, per le loro proprietà tixotropiche, sostituiscono in parte o totalmente gli aggregati fini, indispensabili per realizzare un buon SCC. Inoltre queste fibre polimeriche ibride, conferiscono al SCC le note proprietà meccaniche dei cls fibrosi. I risultati ottenuti in termini di reologia sono soddisfacenti anche se per il momento limitati ad alcuni mix design basati su alcuni tipi di cemento e del particolare additivo policarbossilato (combo-type superplasticizers) utilizzati. Sono in corso prove meccaniche per valutare la duttilità, e la resistenza all’impatto di questi HPFR-SCC in confronto con quelle di un tradizionale cls fibrorinforzato con fibre polimeriche ibride. 

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