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La normalizzazione dei disegni nella prefabbricazione
Maurizio Frasani
Enrico Dassori

Il problema di una normalizzazione dei disegni nel settore della prefabbricazione si pone ormai in maniera pressante in quanto, non essendoci regole scritte e uniformate non solo all’interno di questo settore, ma anche in ogni singola azienda, il rischio di errore è ancora ad un livello relativamente alto.
L’utilizzo di strumenti informatici più o meno complessi ha portato alla predisposizione di tecniche di rappresentazione che agevolano il disegno dei manufatti nelle schede di produzione, nel pieno rispetto delle normative vigenti e dei requisiti del sistema qualità di ogni singola azienda.

 

LA PREFABBRICAZIONE E IL DISEGNO
La prefabbricazione rappresenta la massima espressione industriale nel settore delle costruzioni. Il suo processo è organizzato nelle sottofasi di progettazione, produzione, trasporto e montaggio e, come ogni processo industriale, necessita di riferimenti normalizzati per garantire la necessaria consequenzialità al flusso operativo.

All’interno del processo il disegno si pone come linguaggio trasversale a tutte le sottofasi. Il disegno costituisce il linguaggio tecnico che consente, a chiunque sia a conoscenza delle convenzioni, di partecipare alla costruzione dell’oggetto rappresentato.
Come tutti i processi industriali anche la prefabbricazione ha una sua complessità di sistema alla quale corrisponde, per quanto riguarda il disegno, una diversificazione dei codici di comunicazione che si esprime, sostanzialmente, con il variare del contenuto informativo degli elaborati necessari a condurre le singole sottofasi.
Una ancorché sommaria analisi del flusso produttivo vede il disegno protagonista in tutti i nodi significativi. Se suddividiamo gli ambiti di comunicazione fra esterno-interno, interno-interno ed interno-esterno vediamo che la natura del linguaggio, non solo grafico, deve cambiare di volta in volta adattandosi, necessariamente, al cambiamento delle caratteristiche dei soggetti trasmittenti-riceventi.
Dall’esterno arriva la richiesta di una prima informativa tecnico-economica, basata sul progetto architettonico generale, il cui contenuto tecnico, come già detto, è spesso assai carente. Essendo questa la fase fondativa di tutto il processo è evidente quanto possano diventare pericolosi, in questo primo step, fraintendimenti, ad esempio, circa le prestazioni attese.
I rischi si attenuano se la risposta del prefabbricatore, ancorché sintetica, è tale da compensare per quantità e qualità dei contenuti il deficit di ingresso. L’onere per il prefabbricatore è notevole ed il linguaggio, in questo caso, deve essere strutturalmente bivalente in quanto utilizza un codice interno ma, principalmente, deve significare con estrema sinteticità al cliente la soluzione proposta sulla quale si basa l’offerta economica. Il rischio è la non perfetta esposizione-comprensione di quanto promesso.

La fase successiva all’ordine vede il progetto, fin qui generalista sotto il profilo della componentistica prefabbricata, diventare progetto specificatamente realizzato con il sistema prescelto.
La genesi e lo sviluppo di questa fase sono evidentemente segnati dal grado di attendibilità di quanto esposto in sede di offerta. Si viene così a creare un primo link fra livelli informativi differenti.
In questa fase, per tutte le inevitabili azioni di feed-back sul progetto architettonico originale, è necessario tenere aperto un canale informativo con i progettisti esterni cui deve essere garantita la paternità dell’opera.
Nel prosieguo del flusso procedurale il disegno diventa lo strumento principale per l’escussione delle analisi operate dai diversi settori tecnici. Il codice di comunicazione è in questa fase del tutto interno al processo ed i rischi maggiori si palesano nella difficoltà di gestione di un pacchetto informativo che tende a divenire assai pesante e che deriva dall’intrecciarsi delle diverse funzioni aziendali. Non sono esclusi fattori di incomunicabilità derivanti dalla diversa sintassi che quasi sempre caratterizza la comunicazione fra le diverse specializzazioni interne.
Il risultato della sinergia fra i diversi ambiti aziendali è concretizzato in una serie di disegni che risolvono sostanzialmente i tre flussi principali della produzione, del trasporto e del montaggio. Un quarto canale, che in futuro meriterà particolari attenzioni, è quello relativo alla gestione in esercizio della costruzione. Il produttore, a questo fine, deve comunicare tipologia e tempistica degli interventi che devono essere garantiti per mantenere in efficienza il manufatto per la durata contrattuale.
È evidente, in questa ottica, che la funzione del disegno va ben oltre quella della semplice rappresentazione; il disegno diventa lo strumento di eccellenza per il controllo di tutto il processo.
Una qualsiasi riflessione sul ruolo del disegno nella prefabbricazione ed eventuali proposte di miglioramento strumentale possono nascere solo da un approfondimento del processo industriale e dall’individuazione delle situazioni nodali ove al disegno possa essere affidato un ruolo di programmazione e controllo.
 

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