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La progettazione dei padiglioni di grande luce libera della Fiera di Bologna
Massimo Majowiecki
 
E del nuovo modulo polifunzionale
 
All’interno della città diffusa, il progetto di riqualificazione ed ampliamento del quartiere fieristico riconnette il sistema territoriale circostante innestandosi tramite una modularità spaziale e strutturale che funge da matrice per la rigenerazione dell’area.
L’attuale ingresso Costituzione viene riqualificato e potenziato preservandone il suo valore storico pur ampliato con elementi spaziali di accoglienza e di connessione sia con funzioni espositive che con il centro congressi ed i nuovi uffici direzionali.
L’ingresso Nord si caratterizza altresì per l’utilizzo della matrice costruttiva prevista per la Mall come elemento di percorribilità omogenea sulla quale potranno essere posti nuovi elementi di ampliamenti funzionali oltre che elementi di comunicazione visiva in relazione al sistema infrastrutturale predisposto nel piano.
I padiglioni espositivi si attestano lungo un asse d’interconnessione fortemente identificativo al cui interno i percorsi di avvicinamento alle aree espositive (figura 1) risultano spazi polifunzionali caratterizzati da aree verdi che donano naturalezza all’intero complesso. Un “modulo” pensato e compatibile come modello di riferimento per il futuro internazionale di Bologna Fiere, sarà in grado di garantire: un risultato funzionale e formale nonché omogeneità e coerenza fra il sistema espositivo esistente e quello previsto in ampliamento.
Gli spazi per la nuova logistica sono posti a nord dell’asse ferroviario, connessi con il nuovo sistema viabilistico e in diretta comunicazione con il sottopasso già previsto che consentirà comunicazione diretta e controllata con le aree espositive (Arch. Gianni Di Gregorio).
 
1. I PADIGLIONI ESISTENTI DI GRANDE LUCE LIBERA
1.1 Padiglioni 19-20
L’opera è situata nella zona nord-ovest del quartiere fieristico di Bologna e si sviluppa su due piani per un totale di oltre 30.000 m2 (figura 2).
La pianta è rettangolare e misura 180 m in lunghezza e 76 m in larghezza; la sezione trasversale tipica presenta un piano espositivo a quota zero, dove insistono colonne interne in acciaio-calcestruzzo di sezione circolare su maglia di 24×24 m ed un secondo piano principale a completa luce libera di 64 m, collocato a 11,5 metri.
Oltre a questi spazi principali, il padiglione consta all’interno di due solai intermedi (posti a quota 5,75 m) utilizzati per le zone ristoro e per il collegamento con il futuro percorso pedonale esterno, e di due fasce perimetrali larghe 6 m, adibite a spazi tecnici e servizi igienici. Il progetto concettuale delle strutture prevede sottostrutture indipendenti di 24×72 m in modo da evitare situazioni di collasso accidentale progressivo come richiesto, per costruzioni importanti, dall’Eurocodice 1. Queste sottostrutture sono formate da 2+2 elementi portanti verticali in cemento armato (che fungono anche da nuclei scala) di 25 m di altezza, su cui appoggiano le travi spaziali metalliche di 64 m di luce libera, armate con funi spiroidali presollecitate, che portano la copertura; sugli stessi nuclei scale insistono altresì delle travi reticolari, pure in acciaio, che sorreggono il solaio del piano espositivo superiore a 11,50 m. Le travi reticolari, lunghe 72 m, sono sorrette anche da colonne intermedie, distanziate di 24 m, miste collaboranti in acciaio-cls, connesse alle travi reticolari per mezzo di puntoni inclinati a piramide rovescia. La parete di tamponamento del lato Nord del padiglione P20 (figura 3) è stata progettata utilizzando un sistema strutturale leggero costituito essenzialmente da:
-        Una membrana in materiale composto da fibra di vetro e P.T.F.E. (politetrafluoroetilene)
-        Un sistema di funi contrapposte a doppio effetto, ordite verticalmente.
Le strutture della parete Nord assolvono a tre funzioni integrate:
-        Sostegno della copertura
-        Parete di tamponamento
-        Ponte di sostegno del livello 5,75
 
La sezione trasversale tipica del padiglione (figura 4) è organizzata su due piani: il piano primo, a quota di riferimento 0,00 m, è a tre campate rispettivamente di 20 m e 24 m aventi altezza utile interna pari a 8,14 m; il secondo piano, a quota 11,50 m, presenta una grande luce libera di 64 m e 6 m di altezza libera alla catena con, mediamente, 12 m di altezza in corrispondenza del manto di copertura. Oltre agli orizzontamenti espositivi principali, disposti a quota 0,00 m ed a quota 11,50 m sono previsti, ad un livello intermedio di 5,75 m, piani accessori in zona nord e sud.
 
La suddetta sezione trasversale presenta lateralmente due zone larghe 6 m ciascuna entrambe dedicate al posizionamento dei volumi tecnici e dei servizi. In queste zone sono ubicati solai a quote: 2,875 m, 5,75 m, 8,625 m, 11,50 m e 14,375 m. Complessivamente sono state utilizzate 3.660 tonnellate di acciaio.
La concezione progettuale architettonica-strutturale del nuovo padiglione espositivo prevede l’adozione di un sistema strutturale principale costituito da 7 telai spaziali staticamente indipendenti orditi trasversalmente ad interasse costante di 24 m.
I sistemi strutturali, così formati sono tra loro collegati in direzione longitudinale secondo uno schema tipo Gerber per risultare elasticamente e termicamente debolmente correlati anche al fine di minimizzare, cortocircuitandole, le eventuali conseguenze di un collasso strutturale progressivo provocato da incendio e/o altre azioni accidentali estreme, imprevedibili. Ogni sistema strutturale principale è a sua volta formato dalle seguenti sottostrutture:
  • Sistema dio fondazioni indiretto su pali
  • Strutture verticali principali in c.a.
  • Strutture orizzontali metalliche
  • Sistema di copertura in struttura metallica presollecitata
  • Sistema di tamponamento metallico e in vetro strutturale
 
 
Fig. 3 - a) Parete nord in membrana PTFE e tensostrutture verticali; b) dettaglio sella delle funi regolabile.
 
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Articolo tratto da Costruzioni Metalliche Luglio/Agosto 2017

Rubrica a cura del CTA -  www.collegiotecniciacciaio.it/
 
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