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Cronache dal MADE EXPO su BIM e Digital Innovation
Angelo Luigi Camillo Ciribini

La prima giornata di MADE EXPO, a Milano, ha visto la Digital Innovation tra i protagonisti assoluti della parte convegnistica (di Build Smart, in particolare), accanto ai temi, trattati nelle diverse giornate, oggi classici, delle NTC, della Prevenzione Sismica e del Codice degli Appalti.
Il tema, peraltro, è stato ulteriormente evidenziato agli operatori del Settore dalla stampa specializzata attraverso una sorta di querelle concernente la imminente bozza di decreto ministeriale, contribuendo oggettivamente alla popolarità dello stesso.
Ciò che indubbiamente rileva, in termini di sistema, è che il Nostro Paese possa oggi annoverare alcune esperienze originali in divenire: dalla Piattaforma per le Costruzioni InnovANCE, finanziata dal Ministero dello Sviluppo Economico, sino alle Politiche Digitali di ANAS, di Italferr e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti medesimo (attraverso il Provveditorato alle Opere Pubbliche di Lombardia ed Emilia-Romagna).
E' evidente, dunque, che i prossimi anni segneranno una crescita esponenziale di interesse per l'argomento in modo tale che ciò che, nel recente passato fosse mostrabile solo attraverso esempi altrui, e oggi lo sia in termini prototipali a livello nazionale, nel domani appaia assolutamente scontato e acquisito.
Si tratta di una osservazione per nulla banale, poiché dischiude due elementi fondamentali (che emergeranno sicuramente, tra gli altri, nell'evento bolognese di Ottobre, DIGITAL&BIM ITALIA): la dislocazione, anche lessicale, da BIM a Digital Innovation, e la diffusione delle prassi digitali ai livelli inferiori delle catene di fornitura, nella pancia profonda del mercato.
Occorre prestare attenzione, in effetti, al fatto che, da un lato, la Cultura Digitale, intermediando o, invece, uberificando/uberizzando, possa, in ogni modo, innescare processi di selezione e di aggregazione, facendo sì che il Modello Informativo per la Gestione Digitalizzata dell'Investimento nel Ciclo di Vita (BIM) funga da porta di ingresso all'Ecosistema Digitale, al fine di modificare identità degli attori e natura dei prodotti: immobiliari, ma anche infrastrutturali.
Dall'altro canto, tuttavia, questa partita, sistemica, si porta addietro intere catene di fornitura (ad esempio, gli appaltatori del Provveditorato o i fornitori, oltre che pure gli  appaltatori, di ANAS e di Italferr), così come, potenzialmente, InnovANCE (e ancor più forse il Repository di Casa Italia), o altri suoi Competitor, potrebbero ospitare intere filiere produttive se fossero collocati nell'ambito del PN Industria 4.0.
Ecco allora che le misure citate da Graziano Delrio e da Mauro Parolini, rispettivamente a livello statale e regionale, per non essere episodiche e puntuali, necessitano di una Offerta che si faccia meno frammentata e più "industrializzata" (nella mentalità), che agisca sulle Relazioni e sulle Transazioni per divenire più Sistemica, poiché non contano solo, per la Crescita, gli investimenti in senso quantitativo e aggregato, bensì la loro capacità di generare valore e di indurre un brand che accresca la nostra reputazione internazionalmente (come UK BIM Level 2 o Industrie 4.0).
Non abbiamo semplicemente bisogno di un parco immobiliare più efficiente energeticamente e ambientalmente o più sicuro sismicamente e idrologicamente; non abbiamo necessità solo di infrastrutture maggiormente prestazionali. Non dobbiamo sostituire all'Esistente una sua Replica Corretta e Riveduta. Dobbiamo entrare nella logica della Construction as a Service, in quel terreno, vale a dire, in cui le Costruzioni, l'Ambiente Costruito, si incontra con i Living Service, in cui le Costruzioni assumono il primato nell'Economia Nazionale, divengono paradigma dello Sviluppo e non fardello ostativo alla Crescita, poiché impattano direttamente, ancor più di oggi, sui principali Societal Challenge.
E' l'oggetto del Workshop di ISteA che, sempre al MADE EXPO, intende esplicitare questa grande sfida che verte, in primo luogo, sulla Reinvenzione del Settore, sulla sua progressivamente radicale (e, perciò, parzialmente incrementale) Riconfigurazione (che, pertanto, sarà il tema del prossimo SAIE: per restare ostinatamente sistemici, oltre le legittime e positive competizioni nel mercato fieristico).
Attendiamo, allora, la Grande Narrazione, il Grande Racconto, di questa straordinaria scommessa che stanno accettando i Governi Britannico e Tedesco, così come i Big Player (o gli Over-The-Top) Globali.
Smart City e Smart Land raccontano, infatti, di agglomerazioni urbane e di lande spopolate, di cittadinanze e di emarginazioni digitali, di popolazione che invecchia e di flussi migratori, del successo di città-nazioni (da Singapore a Londra: e Milano) e di tremende nemesi delle periferie degli stati.
L'Italia, con le sue specificità, sarà presente a questo défi, a questa ambiziosa strategia?

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