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Herzog & de Meuron per la Fondazione Feltrinelli: un nido in calcestruzzo e vetro
Federica Calò

A Milano è stata di recente inaugurata la nuova sede della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli situata su Viale Pasubio nelle vicinanze della Stazione Garibaldi e del Cimitero Monumentale.


Progettata dallo studio di architettura svizzero Herzog & de Meuron, la Fondazione Feltrinelli ha avuto fin dall’inizio il ruolo di dover occupare e ricucire un frammento di città longitudinale rimasto per anni un cantiere a cielo aperto.
Oggi questo lembo di città è diventato un palazzo della cultura, della ricerca e dell’innovazione, realizzato con capitali esclusivamente privati, ma con intenti di autentico servizio pubblico.


Un nuovo contenitore per la cittadinanza, una piazza contemporanea di aggregazione e di sviluppo delle idee dove la ricerca delle scienze sociali si traduce in mostre, conferenze, incontri, format didattici innovativi e nell’espressione artistica delle arti performative.
L’imponente edificio, primo progetto pubblico italiano realizzato da Herzog & de Meuron, si sviluppa su cinque piani fuori terra e uno interrato.


Nella forma si è ispirato alla semplicità e all’imponenza che caratterizza le architetture storiche milanesi e dal tratto lungo e lineare delle tipiche cascine della campagna lombarda.
La particolarità di quest’architettura è data dalla presenza di una struttura a vista in cemento armato visibile da tutti e quattro i prospetti dell’edificio come se fosse una griglia strutturale, copertura compresa.


Ad alleggerire quest’andamento modulare di travi e pilastri in prefabbricato è presente il rivestimento interamente realizzato in lastre di vetro trasparente.
Gli elementi in cemento armato, ravvicinati e posti di taglio quasi a formare, in sezione, la forma tipica di una casa con tetto a spiovente, si ripetono a oltranza lungo tutto lo sviluppo dell’edificio e le ampie superfici vetrate che lo avvolgono, permettono alla luce naturale di invadere tutti gli ambienti interni.


Struttura e ripetizione sono quindi i principali temi di questa nuova architettura, lunga e stretta, dove il tetto inclinato diventa un tutt’uno con la facciata dell’edificio.
Il quinto e ultimo piano ospita una sala lettura di 250 mq, ed è il luogo dedicato all’attività di studio e ricerca, dove è possibile organizzare anche presentazioni e seminari, eventi istituzionali e privati.


Quarto e terzo piano sono dedicati agli uffici della Fondazione e agli spazi di co-produzione, di ricerca e di didattica utili a promuovere nuove filiere della conoscenza.
Il primo e il secondo piano ospitano il cuore del progetto, ovvero la Sala Polifunzionale: un luogo di ritrovo, incontro e scambio tra i cittadini e le realtà più all’avanguardia della cultura nazionale e internazionale. Questa sala vuole essere uno spazio aperto a sperimentazioni in campo artistico e divulgativo, in grado di originare percorsi di ricerca nei vari campi delle scienze sociali.


Il piano interrato accoglie, infine, il materiale della biblioteca e degli archivi della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, a disposizione di chiunque voglia entrare in contatto con la lunga storia di un’importante realtà editoriale milanese partita come Istituzione, poi diventata Biblioteca, poi Istituto e infine Fondazione.



Fotografie di Filippo Romano

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