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Esempi di Intervento di Rinforzo Strutturale su Edifici Prefabbricati
Paolo Riva
F. Fulgoni
M. Parolari

Tratto dal WORKSHOP: Tecniche innovative per il miglioramento sismico di edifici prefabbricati
SAIE 2014, Bologna 22 ottobre 2014 – ACI Italy Chapter

ABSTRACT: Nella memoria vengono illustrati due interventi eseguiti su altrettanti edifici danneggiati dal terremoto dell’Emilia. Il primo esempio riguarda un edificio prefabbricato adibito a laboratori industriali, quindi diviso in unità immobiliari mediante pareti in blocchi. L’edificio è inoltre caratterizzato dalla presenza di un piano superiore parziale a C, che conferisce allo stesso una mancanza di regolarità sia in pianta sia in elevazione. Il secondo intervento concerne un edificio su due piani adibito ad esposizione mobili. In tal caso l’intervento si è limitato all’utilizzo di sistemi di connessione al fine di inibire eventuali meccanismi locali che potessero comportare la perdita di appoggio. Entrambi gli interventi hanno consentito di raggiungere un miglioramento controllato, con indice di vulnerabilità in termini di accelerazioni almeno pari al 60%, quindi tale da consentire l’agibilità definitiva degli edifici, così come richiesto dalle ordinanze post-sisma per gli edifici siti nel cosiddetto cratere.

1 INTRODUZIONE

Nella memoria vengono illustrati due interventi eseguiti su altrettanti edifici danneggiati dal terremoto dell’Emilia. Il primo esempio riguarda un edificio prefabbricato adibito a laboratori industriali, quindi diviso in unità immobiliari mediante pareti in blocchi. L’edificio è inoltre caratterizzato dalla presenza di un piano superiore parziale a C, che conferisce allo stesso una mancanza di regolarità sia in pianta sia in elevazione.

L’intervento è consistito nell’utilizzo dei tamponamenti per farne degli elementi di controvento mediante l’inserimento di opportuni elementi metallici ad X e nell’inibire i meccanismi locali che potessero comportare eventuali perdite di appoggio mediante una combinazione di trefoli post-tesi e vincoli locali. Il secondo intervento concerne un edificio su due piani adibito ad esposizione mobili.

In tal caso l’intervento si è limitato all’utilizzo di sistemi di connessione al fine di inibire eventuali meccanismi locali che potessero comportare la perdita di appoggio. Entrambi gli interventi hanno consentito di raggiungere un miglioramento controllato, con indice di vulnerabilità in termini di accelerazioni almeno pari al 60%, quindi tale da consentire l’agibilità definitiva degli edifici, così come richiesto dalle ordinanze post-sisma per gli edifici siti nel cosiddetto cratere. Nell’articolo vengono discusse le scelte progettuali che hanno portato alla scelta degli interventi, le principali indicazioni inerenti le ipotesi di modellazione, ed i risultati, ivi compreso il costo effettivamente sostenuto per gli interventi descritti.

2 EDIFICIO A

Il primo dei due interventi descritti riguarda un edificio a due piani, con dimensioni in pianta di 116x40m (Figura 1) e superficie totale circa pari a 6400mq, nel quale il piano piano è adibito a laboratori, separati tra loro da pareti in blocchi dello spessore di 25cm irrigidite da pilastrini in c.a. a passo di circa 5 m ed altezza di circa 4 med il primo piano con una conformazione ad C a parziale copertura del piano inferiore, adibito ad uffici. Data la geometria, l'edificio risulta non regolare in pianta e in elevazione.

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