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Rischio Simico: Quanto Topolino è più forte della politica
Andrea Barocci

Questa intervista è (molto) liberamente tratta da un ARTICOLO del 23 giugno sul Los Angeles Times.

Il titolo è abbastanza esplicito: La mancanza di preparazione nei confronti dei terremoti intensi può causare una catastrofe. La collocazione geografica è il South California.

Ho quindi tirato fuori dal cassetto il mio tesserino da giornalista e ho raggiunto al telefono Topolino, perchè nell'articolo si parla
anche di lui; in particolare si parla di iniziative condivise e da condividere quando il problema sembra troppo grande per essere affrontato.

AB: Buongiorno Topolino; parlami di questa iniziativa intrapresa dalla Walt Disney.

T: Ciao Andrea; prima di tutto vorrei precisare che, oltre a The Walt Disney Company, sono coinvolte le principali realtà imprenditoriali e commerciali della California: Southern California Edison, the Southern California Gas Co, Wells Fargo, Los Angeles Economic Development Corporation, USC, the Port of Los Angeles e the Southern California Assn. of Governments.

AB: Ok, grazie della precisazione. Cosa ha spinto questi colossi americani a creare la Southern California Disaster Risk Reduction Initiative?
T: Lo scopo dell'iniziativa contiene già la sua motivazione: porre l'attenzione sui problemi irrisolti legati al rischio sismico e convincere i decision makers che questi devono essere affrontati.

AB: Scusami, ma io credevo che in California non ci fossero più problemi legati al rischio sismico; o meglio, credevo che la vostra società fosse diventata talmente preparata in materia da aver risolto tutte le criticità.

T: Grazie, questo è sicuramente un bel complimento. In realtà, come tu sai bene, il problema del rischio sismico è estremamente vasto; permettimi qui di fare una breve digressione per arrivare al punto di questo articolo.
Tu sai che la California si trova tra i monti e il mare; segui la faglia San Andreas
e prendi un qualsiasi punto su di essa, per esempio Cajon Pass. Si tratta di un valico di montagna sul quale incrociano le principali condutture di petrolio e gas, le principali forniture elettriche, la interstate 15 e la ferrovia (passeggeri e merci). Il tanto atteso big one potrebbe muovere un lato della faglia di circa 10 metri rispetto all'altro, con conseguente interruzione totale di tutto ciò che attraversa il Cajon Pass.
Il concetto è semplice: facciamo in modo che un inevitabile disastro non diventi una catastrofe.

... SEGUE IN ALLEGATO

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