PRECAST Design » Il Settore delle Costruzioni: verso gli Stati Generali dell'Ambiente Costruito?
Il Settore delle Costruzioni: verso gli Stati Generali dell'Ambiente Costruito?
Angelo Luigi Camillo Ciribini

ISTeA si propone, all'interno del proprio Convegno Annuale, che si terrà a Napoli il 30 Giugno e il 1 Luglio 2016, di introdurre alcune problematiche prospettiche relative al Settore, che si cercherà, in questa sede, di riassumere.

Punto di partenza obbligato sono, naturalmente, le analisi del CRESME e di ISTAT che, in più occasioni, hanno, in ispecie il primo, messo in evidenza con grande lucidità alcuni tratti salienti degli elementi della Ripresa, relativamente agli Investimenti in Infrastrutture e alla Riqualificazione.

In estrema sintesi, sperando di non tradirne il significato, dalle analisi dell'istituto romano emergono incoraggianti segnali di ripresa in alcuni settori specifici (ad esempio, il costruito, il non residenziale, il calcestruzzo), oltre a tutto differenziati geograficamente, che consentono di affermare che il nuovo Ciclo Edilizio, il Settimo, abbia avuto inizio, con potenzialità previsionali del tutto incoraggianti.

La selettività di quella che si preannuncia come la Crescita del Comparto ha, peraltro, come grande protagonista l'agglomerazione urbana, con i suoi portati di carattere demografico, entro un quadro, appunto, di segmentazione del mercato in alcuni ambiti specifici, di cui, forse, quello più interessante, per quanto meno affascinante, a differenza di quello legato all'Innovazione tra Incrementale e Radicale, è quello relativo ai processi aggregativi delle Microprofessionalità e delle Microimprenditorialità convenzionali.

In realtà, questo racconto ben si lega alla centralità posta dal CNAPPC sulla Rigenerazione Urbana e al trinomio Circolare/Digitale/Sociale delineato da ReBuild.

Comprensibilmente, all'opposto, ma non troppo, molte Rappresentanze sottolineano con scetticismo nell'immediato futuro, la prosecuzioni di andamenti da tregenda, protrattisi ormai dal 2007, sui volumi di affari e sulle tendenze occupazionali.
Proviamo, quindi, a ricollocare nella loro corretta, almeno in maniera presunta, posizione gli elementi.

Il Settore, che giustamente si definisce come Industry of the Built Environment, sta vivendo un profondo cambio di paradigma, un cambiamento epocale che coinvolge i tessuti committenti, professionali, imprenditoriali, manifatturieri, di cui, tuttavia, per forza di cose, riesce a cogliere prevalentemente solo gli aspetti negativi.

Ciò che ISTeA, come altri soggetti terzi, ma non disinteressati, intravede è, di conseguenza, una duplice necessità:

1) nel breve periodo, traghettare, mediare, facilitare la Transizione di un Settore eccessivamente frammentato, autoreferenziale, verso uno Spirito di Sistema che consenta di evidenziarne la disponibilità a processi aggregativi, a economie conoscitive, e così via;

2) porre in luce la straordinaria trasformazionalità indotta dai paradigmi della Connettività e della Cognitività che «immaterializzano», ad esempio, i diritti di proprietà e di detenzione, che rendono il «produttore puntuale» un «erogatore di servizi dilatato». In questo contesto, si tratta, nel medio-lungo termine, di rivisitare le Identità, i Ruoli, le Responsabilità, i Prodotti, i Processi.

All'Offerta serve, oggi, nei confronti della Domanda e dei Decisori Politici ed Economico-Finanziari, un Nuovo Immaginario, accanto e oltre le richieste tradizionali di investimenti, di agevolazioni, di incentivi.

Servono, quanto prima, gli Stati Generali dell'Ambiente Costruito che permettano al Comparto di innalzare il proprio valore reputazionale, di enfatizzare l'«Immaterialità» della propria natura estesa, appunto all'Ambiente Costruito, all'interno di PNL, di 4.0, IoT, Smartness e quant'altro.

Il Settore avrebbe innanzi a se stesso, una straordinaria prospettiva, non solo di Crescita, ma anche di Trasformazione, di Protagonismo.
Perché non provarci?

Articolo letto: 2047 volte