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INNOVance il Common Data Environment (CDE) della filiera costruzioni
Alberto Pavan
Giunti a poco più di un anno dalla fine del progetto sempre più spesso mi si chiede: ma perché INNOVance?
La domanda sembra strana, se chiedono tutti il perché di una cosa vuol dire che quella cosa non viene percepita, non ne vengono percepiti il senso e l’uso.
Poi, ad una analisi più attenta, si scopre invece, che quello che è arrivato alla gente, non è il prodotto ma il suo messaggio mediatico.
E su questo si sono originate delle aspettative mai risolte. Al primo anno di ricerca, al termine di una indagine conoscitiva diffusa tra i visitatori del MADE, scoprimmo che erano più numerosi quelli che conoscevano INNOVance rispetto a quelli che conoscevano il BIM. E INNOVance ancora non esisteva o per lo meno era ancora una teorizzazione con poche prime operatività, che nessuno, tranne noi, aveva però ancora visto.
In giro c’è addirittura qualcuno che ne comincia a parlare male, ne prospetta miglioramenti, la compara a quanto già di eccelso esiste all’estero, si chiede perché l’Italia non abbia più saggiamente deciso di usare la o le piattaforme esistenti (tutte straniere e solo librerie), perché farne una nuova, perché avere l’ardire di sfidare i guru d’oltralpe del sapere BIM (noi, povera triste ed insignificante colonia sperduta di non si sa quale impero della conoscenza mondiale).
Qualcun altro invece si accorge che, alla fine, tutti ne parlano ma nessuno l’ha vista (non è on line) e, umilmente, avendone curiosità, chiede almeno di conoscerla prima di giudicarla.
Entrano titubanti si aspettano la solita libreria con gli oggetti BIM che girano, colorati, fotorealistici, con le loro belle ombre, gli attributi, tanti, pochi, più o meno utili, e invece...: “Ah! Ma fa tutta quella roba lì? Anzi, in realtà non fa nulla lei, e puoi invece fare tutto con i software che già esistono... Ma non è una libreria, no… meglio, c’è anche la libreria, ma non avevo capito si potessero fare anche queste cose, e ci possono lavorare anche le librerie esistenti... Mah!”.
E da lì ognuno comincia a vederci il proprio uso, il proprio BIM, il proprio business: fisico, digitale, diffuso, di nicchia, ecc., ecc.
Ognuno esce con la sua INNOVance, già se la immagina e chiede quando la potrà usare. Non si ricorda nemmeno più perché è venuto a vederla, ma pensa solo a come potrebbe usarla per migliorare la sua operatività, per rendere più fluido un processo interno od il dialogo con fornitori, la clientela o i committenti.
 
Perché INNOVance? Perché, ancora, nessuno fa quello che può e che potrà fare INNOVance. In Italia ma nemmeno all’estero. La combinazione inglese di National BIM Library e BIM Toolkit copre due delle decine di funzionalità di INNOVance.
Perché INNOVance, alla fine, non fa “una” cosa, INNOVance permette a tutti di fare quello che ad ognuno serve fare.
Non fa nulla lei, perché tutti ci possano fare sopra, od attraverso, quello che a loro serve. Non quello che a lei serve o vorrebbe vendere.
 
È library e server assieme, ha LOD e LOI, permette di gestire gare, creare protocolli, operare controlli, massimizzare la ricerca, fare scelte comparative di dettaglio, coordinare le informazioni, snellire i modelli, unificare il linguaggio, ecc. ecc..
 

INNOVance è una piattaforma collaborativa, raccoglie in modo strutturato e relaziona ogni genere di informazione a servizio dell’utente e dei suoi software che, tramite protocolli aperti, possono operare su di essa estraendo e ridepositando dati grezzi e/o aggregati, migliorandone il processo grazie al continuo incremento della conoscenza contenuta, di qualsiasi genere essa sia.
 
 
Sì perché INNOVance gestisce dati e informazioni su:
  •  prodotti (dalla sabbia, alla malta o il mattone, il termosifone come la caldaia, il vetro e la finestra);
  •  subsistemi (dallo strato di intonaco a quello di muratura o di isolamento, tenuta all’acqua, ecc.);
  •  sistemi (pacchetti parete di chiusura o partizione, pacchetti solaio di partizione o di copertura, ecc.);
  •  opere (case, complessi industriali, verde, infrastrutture, ecc.);
  •  spazi (dai volumi residenziali o terziari, alle zone calde/fredde/antincendio, gli ambienti, i locali, ecc.)
  •  lavori (di posa, costruzione, installazione, manutenzione, ecc.);
  •  risorse umane (professionisti, operai, specialisti, ecc.);
  •  mezzi e attrezzature (gru, escavatori, betoniere, come smerigliatrici o trapani, ecc.).
In INNOVance puoi trovare l’oggetto BIM, ma anche il video di posa, le tolleranze, le attività di controllo o le lavorazioni di preparazione del supporto, la natura e tipologia di una squadra tipo, il genere di patentino necessario all’operatore per quella macchina come i suoi dispositivi di sicurezza, il tipo di imballo e la quantità di rifiuto che esso genera e le operazioni di smaltimento necessarie, i tempi di installazione come i periodi di manutenzione programmata, l’ubicazione dello stabilimento di produzione, i prodotti incompatibili, le dimensioni regolamentari di un locale in funzione della norma di riferimento, i costi di un prodotto come di una lavorazione fino alla contabilità di un’opera, il suo volume, la slp, gli oneri di urbanizzazione, il carico e sbraccio di una gru, la potenza di un escavatore e la tipologia di accessori installabili: benna, compattatrice, pinza, ecc. e ogni loro caratteristica.
 

In INNOVance non solo posso scaricare un oggetto e inserirlo nel mio modello con tutti i suoi attributi ma posso anche costruire un muro definendo gli strati e scegliendo i materiali dalle schede prodotto direttamente nel portale e poi inviare il tutto ai software di BIM authoring (revit, allplan, archicad, aecosim, ecc.) perché mi modellino (loro) gli oggetti; come posso modellare un muro nel software di BIM authoring ed inviare il tutto ad INNOVance perché mi costruisca (lui) le schede informative necessarie in cui andare a compilare gli attributi. Attributi che resteranno indissolubilmente collegati agli oggetti ma non andranno ad appesantire il file grafico se non per quelli che servono direttamente. 

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