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La prefabbricazione in calcestruzzo armato è ancora competitiva? Il Repertorio Housing Contest può dare una risposta
Giorgio Garau
Carlo Zanchetta

La recente iniziativa HOUSING CONTEST assunta da un importante gruppo di promotori (Assimpredil Ance, Federlegnoarredo, IN/arch Lombardia, Ordine Architetti Milano e Comune di Milano) ha lanciato al mondo produttivo e professionale un bando di selezione per l’ammissione ad un Repertorio di progetti di edifici residenziali ad elevate prestazioni e basso costo. La competizione ha registrato una grande partecipazione di gruppi, costituiti da imprese e progettisti, che si sono confrontati sul piano della qualità architettonica, dei costi e dei tempi. Nel complesso si è trattato di uno sforzo di grande rilevanza per le risorse messe in campo dai promotori, ma soprattutto dai concorrenti i quali si sono impegnati in una sfida difficile come quella di conciliare obiettivi teoricamente antitetici. Quando sarà pubblicato il Repertorio completo delle proposte, sarà interessante scoprire qual è stata in realtà la competizione fra tecnologie e quale peso ha avuto l’innovazione tecnologica sul risultato finale.
Da una prima scorsa al copiosissimo materiale presente nella prima esposizione dei progetti, fatta alla Triennale di Milano (8-9 ottobre 2011), non è stato possibile trarre delle conclusioni esaurienti. Tuttavia qualche tendenza è comunque percepibile. Possiamo intanto fare alcune osservazioni di massima limitando l’osservazione alle proposte (16 su 122) che hanno ottenuto il più alto punteggio qualitativo, ossia 4 stelle, fra gli edifici a cinque piani. Non ci sono state forti oscillazioni sui costi per metro quadro di superficie lorda pavimento (SLP), che comunque partivano da un minimo di 1215 euro fino ad un massimo di 1599; in media 1522,90 euro. Più marcate invece appaiono le differenze sui tempi. Si va da un minimo di 8 mesi ad un massimo di 27; in media 14,81 mesi.
È probabile che, soprattutto su quest’ultimo punto, si giochi la questione dell’innovazione tecnologica. Ed è molto probabile che ancora una volta l’innovazione sia dovuta alla prefabbricazione.
 

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