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Una rete prefabbricata in UHPC e vetro per la copertura dello Stadio Jean-Bouin
Stefania Alessandrini
3800 è il numero di pannelli prefabbricati  in calcestruzzo ad altissime prestazioni che costituiscono l’involucro che avvolge e ricopre il nuovo stadio Jean Bouin di Parigi. Nella copertura poi gli elementi si uniscono al vetro per una vera e propria sfida tecnica.
 
 
Lo scorso 30 agosto 2013, lo Stadio Bouin Jean ha ospitato la sua prima partita di rugby di alto livello dopo 3 anni di lavori di ampliamento e ristrutturazione.
Il venerabile stadio Jean Bouin costruito nel 1925 e capace di ospitare 9.000 spettatori risulta difficilmente riconoscibile dietro il nuovo edificio ultra-moderno, progettato dall’architetto Rudy Ricciotti e ora in grado di contenere fino a 20.000 spettatori.
 
 
Posizionato in un quartiere residenziale caratterizzato dalla presenza di tre dei più grandi impianti sportivi di Parigi (Roland Garros, Parc des Princes e Stade Jean Bouin), il nuovo stadio rappresenta senza dubbio una delle opere più particolari realizzate in Francia nel 2013 soprattutto per la sinuosità con cui l’architetto Ricciotti ha “rivestito” il nuovo stadio, quasi come un velo dalle curve femminili e sensuali.
 
 
Un progetto su larga scala in cui la struttura in calcestruzzo serve, insolitamente dalla sua natura, come un velo delicato che avvolge e in parte ricopre lo stadio. Forme triangolari generano curve e controcurve in cui gradualmente si passa da elementi porosi, nella parte frontale per diventare cellule impermeabili dove il calcestruzzo si mescola al vetro per ricoprire la parte superiore.
La sfida affrontata dal designer Rudy Ricciotti è stata quella di realizzare un progetto di architettura imponente, senza creare un impatto violento sul paesaggio urbano, e la scelta della “trasparenza attraverso una rete” nasce proprio dalla volontà di rispettare l'ambiente urbano creando, attraverso una struttura a reticolo, un dialogo tra il complesso sportivo e il suo ambiente.
Il risultato è stato di una struttura ondulata totalmente asimmetrica, capace di avvolgere l’edificio  proprio come la pelle attorno ad un corpo.
 
 
L’involucro a rete prefabbricata
L’involucro che ha rivestito frontalmente e superiormente il nuovo stadio è stato realizzato attraverso una  “rete prefabbricata” in UHPC ossia in Ultra High Performance Concrete.
 
 
In realtà tale rete è il risultato di un numero elevatissimo di pannelli prefabbricati in UHPC, differenziati in due tipologie: quelli frontali e quelli di copertura.
Quelli frontali disegnano una rete tortuosa con maglie ad incasso, quelli della copertura presentano invece un design semplificato con i vuoti riempiti da elementi in vetro per proteggere il pubblico dalla pioggia mentre lasciano passare la luce.
 
 
Per ricoprire i 23000 m2 di superficie (12.000 m2 quelli di copertura) sono stati utilizzati circa 3800 pannelli autorportanti e di forma triangolare con lunghezze medie di 9 m, larghezze di 2,5 m e spessore di circa 4,5 cm. I pannelli, prodotti dal prefabbricatore francese, Bonna Sabla, ad un tasso di 18 al giorno, sono stati poi consegnati in cantiere e installati seguendo un ordine ben preciso
 
 
Raramente il UHPC si è sposato al vetro e prima che si passasse alla realizzazione dei pannelli prefabbricati della copertura (con l’inserimento degli elementi in vetro), è stato necessario effettuare uno studio di fattibilità che ha richiesto una fase di sperimentazione tecnica durata circa un anno e mezzo presso il CSTB.
 
La copertura
Sostenuta da 74 pilastri e realizzata attraverso una struttura metallica la copertura raggiunge oltre i 40 metri come un grande baldacchino sopra le tribune, una struttura quindi che ha necessitato di verifiche per la resistenza ai venti turbolenti.
Le simulazioni sono state effettuate considerando venti di 200 chilometri all'ora con una galleria del vento digitale.
 
 
Le sfide tecniche
Coprire 23.000 mq, questa è stata la superficie totale del reticolo prefabbricato, con 12.000 mq di copertura impermeabile, è stato senza dubbio una prima mondiale che ha rivendicato numerose prodezze tecniche:
•             morfologia a doppia curva, al fine di massimizzare le altezze costruttive autorizzate
•             una tenuta stagna tra il cemento e vetro su tutta la copertura dello stadio
•             una barriera del suono, in grado di amplificare l'atmosfera festosa di 20.000 spettatori, riducendo al minimo il disturbo ai residenti circostanti.
 
DATI DEL PROGETTO
Tipologia: edificio sportivo
Località: Avenue du Général-Sarrail, Parigi, Francia
Anno: 2013
Superficie: 23.000 m2
Architetto: Rudy Ricciotti
Engineering: L-ring
Committente: Comune di Parigi
Contractor: Leon Grosse
Precaster: Bonna Sabl
Foto: Olivier Amsellem + RR - Rudy Ricciotti - La Farge
 
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