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Qual è lo spessore minimo delle predalles ?
Colombo Zampighi
Il termine francese predalle si applica a lastre prefabbricate in calcestruzzo per solai ed impalcati normalmente armate con rete e armature di collegamento con il getto di completamento (tralicci e altro).
In Italia vengono quasi sempre fornite con elementi di alleggerimento (polistirolo, laterizi, etc.), mentre in altri paesi (p.es Francia) è comune che siano anche precompresse e/o utilizzate per solette piene
Possono avere la semplice funzione di cassaforme a perdere, essere autoportanti o meno.
 
La normativa di riferimento è costituita dalle:
·        UNI EN 1992-1-1 : 2005 (Eurocodice 2 Progettazione delle strutture in calcestruzzo Parte 1-1 : Regole generali e regole per gli edifici )
·         UNI EN 13369 : 2013 Regole comuni per prodotti prefabbricati in calcestruzzo
·         UNI EN 13747 : 2010 Lastre per solai
·         UNI EN 15050 : 2012 Elementi da ponte.
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Lo spessore minimo è governato dal ricoprimento minimo delle armature e quindi dalla classe di esposizione della faccia esposta e dal ricoprimento superiore dell’armatura del traliccio.
 
I requisiti relativi a tali ricoprimenti derivano dall’Eurocodice 2 sopra citato alla Sezione 4, Punto 4.4.1.2 Copriferro minimo cmin.
1) Un copriferro minimo, cmin, deve essere assicurato al fine di garantire:
- la corretta trasmissione delle forze di aderenza (vedere anche le Sezioni 7 e 8);
- la protezione dell’acciaio contro la corrosione (durabilità);
- un’adeguata resistenza al fuoco (vedere EN 1992-1-2).
 
Il copriferro minimo effettivo non può essere inferiore a 10 mm.
Tale valore deve essere incrementato per tener conto degli inevitabili scostamenti secondo quanto indicato al Punto 4.4.1.3 Margine di progetto per gli scostamenti.
(1) Nel calcolo del copriferro nominale, cnom, si deve aumentare il copriferro minimo per tener conto degli scostamenti (cdev). Il copriferro minimo richiesto deve essere aumentato del valore assoluto dello scostamento negativo accettato.
Nota Il valore di delta cdev da adottare in uno Stato può essere reperito nella sua appendice nazionale. Il valore
raccomandato è 10 mm.
 
(2) Per gli edifici, la UNI EN 13670 fornisce i valori ammissibili degli scostamenti. Questi valori sono generalmente sufficienti anche per altre tipologie di strutture. Si raccomanda che essi siano considerati al momento della scelta del valore di progetto del copriferro nominale. Si raccomanda che il valore di progetto del copriferro nominale sia utilizzato nei calcoli e specificato sui disegni, a meno che non sia specificato un valore diverso (per esempio valore minimo).
(3) In alcune situazioni, lo scostamento accettato e quindi il valore ammesso, delta cdev, possono essere ridotti.
Nota La riduzione di delta cdev da adottare in uno Stato in tali circostanze può essere reperita nella sua appendice nazionale. I valori raccomandati sono:
- se l’esecuzione è sottoposta ad un sistema di assicurazione della qualità, nel quale siano incluse le misure dei copriferri, lo scostamento ammesso nel progetto, delta cdev , può essere ridotto a:
10 mm ≥ delta cdev ≥ 5 mm
- se si può assicurare che sia utilizzato un dispositivo di misurazione molto accurato per il monitoraggio e che gli elementi non conformi siano respinti (per esempio elementi prefabbricati), lo scostamento ammesso delta cdev può essere ridotto a:
10 mm ≥ delta cdev ≥ 0 mm.
 
L’Appendice nazionale approvata dal CSLP il 24.9.2010 conferma tali indicazioni.
 
La UNI EN 13747 al punto 4.2.4.2.4 prescrive un ricoprimento minimo effettivo dell’armatura inferiore del traliccio di 10 mm.
Per la classe di esposizione meno gravosa (XC1 ambiente asciutto) il ricoprimento minimo effettivo (all’intradosso) non può essere inferiore a 10 mm per cui il ricoprimento nominale non può essere inferiore a 15 mm.
A questo si deve aggiungere lo spessore della rete, lo spessore dell’armatura del traliccio ed il ricoprimento minimo effettivo di questa 10 mm (e quindi nominale 15 mm).
Se si montano le armature in modo da ipotizzare che traliccio e rete ingombrino complessivamente non più di 10 mm (caso limite di rete e traliccio diam. 5 mm ) abbiamo 40 mm; tutto ciò nell’ipotesi dell’armatura principale posizionata sopra la predalle.
È ovvio che con diametri dell’armatura e classi d’esposizione differenti, gli spessori di progetto devono essere maggiori.
Nel caso di superfici superiori “graffiate” lo spessore deve essere convenientemente aumentato.
Vale la pena confermare che quanto sopra vale anche per predalles con sola funzione di cassero.
 
Molto frequentemente la prescrizione e/o la voce di computo metrico estimativo predalles spessore 4.0 cm è incompatibile con le prescrizioni relative ad armature e classi d’esposizione all’interno dello stesso progetto, ma purtroppo in Italia tale valore invece di essere un’eccezione rappresenta una prassi comune che comporta seri problemi di durabilità specie per le superfici esposte (p.es parcheggi, garages, verande, etc.).
 
Negli altri paesi europei (Belgio, Francia e Germania solo per citarne alcuni) gli spessori standard sono 5 o 6 cm.
Nel caso di impalcati da ponte (per i quali vale la UNI EN 15050) la classe d’esposizione non può essere meno gravosa della XC2-XC3 che impone ricoprimenti nominali di 20 mm per calcestruzzi di resistenza inferiore a C45 (vedi Annex A UNI EN 13369); nel caso non infrequente di lastre esposte a sali disgelanti il ricoprimento nominale non può essere inferiore a 30 mm per calcestruzzi di resistenza inferiore a C50.
L’Annex C di questa norma (informativo) indica che lo spessore minimo delle lastre per impalcato non può essere inferiore a 6 cm e che la superficie superiore deve essere rugosa.
 
In conclusione il progettista deve prescrivere uno spessore della predalle congruente con la normativa vigente, che tenga conto della classe d’esposizione e del diametro delle armature.

Salvo verifiche più dettagliate è ragionevole prevedere uno spessore standard non inferiore ai 5 cm in edilizia ed ai 6 cm per impalcati da ponte.  

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